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Kopasz Tamás
Kopasz Tamás: ...reneszánsz...
Con rispetto la invitiamo all’inaugurazione della mostra intitolata « Kopasz Tamás …reneszánsz… » il 2001 settembre 26 alle 20 ore. L’inaugurazione sarà tenuta dalla storica dell’arte Majoras Valeria Vanilia.
Il premio Munkácsy ricevuto l’anno scorso da Kopasz Tamás … La sua esposizione intitolata „reneszánsz..” è in parte una sintesi dei lavori degli anni Ottanta, caratterizzati da passione, furia, e da quella freddezza che appare negli anni Novanta, priva di sentimento, nella scelta dei materiali e nella presentazione delle opere.
Le fasi creative costituiscono un’unico insieme, sono ben distinguibili sia per tema sia per scelta di materiale. Le sue prime opere importanti sono i Szerelmes-képek (1986), con superfici ruvidi, decostruite, che indicano la lotta contro il materiale e il conflitto “héjanász” nel tema. I cicli successivi (Aranykor, Bronzkor, Rézkor 1986-88.) sono caratterizzati da rivestimenti, modalità di pittura e scelte di materiale in modo simile, con semplicità, “primitivo” e nostalgia per il mondo dell’Arkadia.
Dopo l’era del rame, Kopasz tornò ai materiali a superficie grezza, poi nella serie intitolata Ornamentikák la spazialità occupa il primato, comparendo poi lo stile di rappresentazione privo di emozione. Il tratto principale delle serie Pajzsok e Nőnemű-képek è il gesto che frantuma l’immagine, unendo la comparsa della tecnica del taglio, la creazione di opere tridimensionali tramite deformazione pittorica, superfici in rilievo e la realizzazione di piani spalancati dal taglio. I periodi degli anni novanta (Rolló, Papírképek) sono, da una parte, caratterizzati da tecniche complesse, mentre (Felhők, Tájképek) si distinguono dall’uso alternativo dei pigmenti, e la pittura al ferro rientra in forme grezze e fredde, con uno stile di presentazione privo di passione. Il contenuto della mostra che aprirà a settembre 26 è, come gran parte delle opere di Kopasz, non di natura rappresentativa ma piuttosto “la manifestazione materiale e visiva delle emozioni interne, dei pensieri”.
Le pitture e le sculture esposte, ognuna è un membro di una serie; le sculture, invece, si costruiscono in gruppi di tre unità. I successori dei dipinti sono le opere dell’esposizione intitolata ..révület.., le sculture in ferro e gesso, invece, possono essere viste come le «manifestazioni plastiche» delle pitture. La base è, allo stesso modo, la forma schiacciata, il cerchio e la sfera, un cambiamento rispetto alla forma allungata delle sculture precedenti. Il cerchio e la sfera, tradizionalmente simboli della forma perfetta, per Kopasz Tamás rappresentano piuttosto la chiusura, il gesto del «tömbbe zárt», un segno di pensiero. Alcune delle sculture a forma di cerchio irregolare e incompleta indicano, in parte, la tensione imposata dallo stato embrionale, in cui l’essere appena nato non è più al sicuro: per una parte per l’assenza della forma chiusa e per l’altra per le reti contorte e turbolente che vi si intrecciano.
Le statue ricordano anche i caschi usati nelle battaglie. L'uso di plastica di ferro simile a uno scudo è stato già impiegato – come il casco – nelle battaglie, tipicamente non uno strumento d'attacco, ma uno strumento di difesa, per proteggere la persona che si nasconde dietro lo scudo.
La duplicità caratterizza dunque le sculture, così come il confronto delle opposizioni: da un lato la difesa contro la lotta al di fuori del „sisak”, dall’altro il contrario della lotta all’interno del „sisak”; dall’altro lato la duplicità derivante dai materiali, ferro e gesso, la rigidità e la morbidezza, l’opposizione tra durezza e tenerezza.
I pezzi presenti nella mostra sono quindi davvero sintesi della produzione finora realizzata, degli equilibri delle forze di passione e rigidità in tensione reciproca.
A kiállítás megtekinthető 2001. október 26-ig.
Artisti in mostra
Kopasz Tamás