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Szurcsik József
Hold, villám, lézer
Incontro tra dipinti nascosti di quattro decenni, i grafici del panoptico della trasformazione di sistema e opere appena create.
Szurcsik József è un artista pluridisciplinare, grafico e pittore, performer e musicista, vincitore del Premio Kossuth e del Premio Munkácsy. È stato vice rettore dell'Università di Belle Arti Ungherese, docente del Dipartimento di Grafica e ex direttore di quel dipartimento. Nacque nella famiglia di artisti nel 1959; verso un periodo in cui la sua opera è diventata un modo caratteristico e immediatamente riconoscibile di creare un mondo, a cui si dedica la pittura contemporanea ungherese. La sua carriera è iniziata negli anni di tarda socializzazione e di acquiescenza al cambiamento di regime. Quel periodo non è solo un semplice sfondo storico nella sua arte: una delle domande ricorrenti delle sue opere riguarda la relazione tra l’individuo, l’ambiente e il potere.
Il motivo emblematico delle sue opere è il volto umano rappresentato costantemente in profilo, privo di tratti caratteristici e con questa assenza di individualità che ne conferisce validità generale. Tuttavia, questo profilo metamorfico non esiste soltanto in sé; appare nascosto nel paesaggio, si organizza in serie affiancate o in strutture uniformizzate, o si fonde con forme architettoniche monumentali o con varie forme geometriche. Questo elemento stilizzato, comprato nel profilo, gli permette di esaminare, senza rappresentare corpi concreti, le relazioni che l’individuo, l’ambiente e il potere instaurano e ripianificano costantemente, sempre come questione aperta e universale.
Cattura anch'essa con strumenti artistici propri le idee di allontanamento dal significato, di chiusura e di intemporalità. Verso la fine degli anni novanta – forse in relazione alla perdita della speranza per la riforma di sistema – Szurcsik si rifugia nel mondo dei miti immobili. La solidità e la protezione della cultura greca antica, però, sono come qualsiasi muro, o come la muraglia con il volto a due facce del artista Janus; protegge e respinge allo stesso tempo, mentre – come motivo— richiama un'ampia varietà di associazioni.
La diversità del suo corpo di opere è ben riflesa anche dalla ricchezza delle tecniche e dei generi impiegati. Dietro lavori grafici ripetuti e immagini a olio- acrilico realizzate con tecniche antiche e sgrossate, si trovano anche piccole sculture con i materiali scolpiti, sculture a lungo dipinte, installazioni di carta colorata e sculture di metallo saldato. Fin dal 1985 presentati in numerosi luoghi internazionali, dal capo lagosfo a Helsinki fino a New York, i suoi lavori sono stati esposti, con la prima esposizione organizzata in G… 1999. L’ultima mostra è stata aperta all’inizio di ottobre a Hódmezővásárhely, al Museo János T. Tornyai, dove è stata esposta la relazione del vincitore del Contest Estivo di Vásárhely, ottenuto la 2025. Le sue opere compaiono in molte collezioni pubbliche, tra cui la Galleria Nazionale ungherese, il museo Janus Pannonius di Pécs, la Galleria Nazionale di Praga o la Galleria Contemporanea Ungherese di Dunaszerdahely.
Nella sua mostra più pubblica, Szurcsik József presenta lavori con materiali particolari. Gli schizzi, testimoni più antichi, 40, del pittore, grafico e pittore, non ancora esposti in una mostra, così come le sue composizioni geometriche e surrealiste eccentriche, vengono esposti al pubblico insieme alle sue creazioni incentrate su energia e dinamismo. Potremo incontrarci anche con le grafiche della sua prima fase, con le figure ancorate all’ironia spietata del cosiddetto "panoptico della rottura del sistema", che si confrontano con le sue opere più recenti, appena realizzate.
La mostra è esposta fino a dicembre 19, dal martedì al venerdì 10 e 14, e il sabato tra le 10 e le 13 ore.
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